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Ipè Lapacho

Produzione e vendita di parquet massello ipè lapacho a Terni

Ti offriamo la migliore produzione di parquet massello ipè lapacho a Terni!

Il parquet (pron. "parchè") è una pavimentazione composta da legno massiccio di spessore che può variare da mm 10 a mm 22 o dall'assemblaggio di singoli elementi di legno con spessore minimo di mm 2,5 (secondo le normative europee) ad un supporto che può essere in multistrato di betulla o altro prima della posa.

Tabebuia spp.
Il parquet di Ipè è un genere di albero tropicale che include circa 100 specie. Si tratta di grandi arbusti o alberi che crescono da 5 a 50 m di altezza a seconda delle specie. È un legno con caratteristiche meccaniche elevate e ottima durabilità, tuttavia è sensibilmente nervoso. La lavorazione è difficoltosa, le unioni con chiodi richiedono la preventiva preparazione delle sedi. L'ossidazione è piuttosto sensibile con la tendenza ad uniformarsi con il colore più chiaro.
La durezza (5,3 kg/mmq) è molto elevata, vicina a quella del cemento e lo fa classificare tra i legni più duri. L'elevata durabilità, la resistenza all'umidità ed agli insetti e la durezza ne permettono l'utilizzo nel settore ferroviario (traversine), nelle pavimentazioni ad alto calpestio, negli ambienti a contatto con l'acqua, come saune e terme, nei bordi piscina, verande e giardini. E' un legno molto duro, ma anche sensibile alle avverse condizioni ambientali (umidità).
La polvere che cade dalla levigatura si presenta di colore giallo che muta in rosso in soluzione alcalina. Sono quindi opportune precauzioni nella fase di verniciatura.



Terni (Interamna Nahars in latino) è un comune italiano di 111 455 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia in Umbria.

È il quarantunesimo comune italiano per popolazione e il settimo dell'Italia Centrale, nonché secondo della regione Umbria per popolazione e nono per superficie.

Sebbene alcuni ritrovamenti indichino una presenza umana stabile dal 3000 a.C., la città di Terni è fondata intorno al 1.200 a. C. dagli Umbri, ovvero da popolazioni Indoeuropee, Proto-Celtiche provenienti da oltre le Alpi precisamente dal medio bacino del fiume Danubio e centro-sud della Germania. La fusione di questi due gruppi etnici appartenenti alla "Cultura Campi di Urne" diede vita ai Celti che scivolarono anche in Italia proprio con gli Umbri. Le popolazioni Indoeuropee e Celtiche che si stanziarono a Terni si chiamavano "Naharki" (o più comunemente chiamati Naharti) che erano la tribù più numerosa e organizzata degli Umbri che popolava compattamente tutto il bacino del fiume Nera , il territorio dell' Umbria medio-appenninica più a nord e a sud arrivando fin dentro la Sabinia alle porte di Roma. La loro città "Interamna Nahars" fu una delle più importanti della Regio VI Umbria et Ager Gallicus, una delle regioni formate da Augusto per dividere l'Italia romana.[2]

Città ad elevato tasso di sviluppo industriale sin dal medioevo, quando era un ricco e combattivo libero Comune con i suoi 500 mulini ad acqua, dal XIX secolo crebbe ancor di più la sua industria, tanto da ricoprire un ruolo da protagonista nella seconda rivoluzione industriale, parallelamente alla nascita delle Acciaierie nel 1884 ed essendo già sede, dal 1875, della Fabbrica d'Armi più importante d'Italia, tuttora attiva, oltre che di impianti idroelettrici ed opifici specializzati nei settori tessile e chimico. Prima città industriale in Italia dopo quelle del famoso Triangolo, ha subìto pesantissimi bombardamenti nel corso della seconda guerra mondiale da parte degli Alleati che, però, non le hanno impedito di rimanere tuttora uno dei fulcri dell'economia regionale e nazionale e di avere ancora un gran patrimonio artistico antico (anche se poco valorizzato e assai sottovalutato) inerente i numerosi tratti di centro storico con palazzi nobiliari medievali e soprattutto rinascimentali (molti dei quali restaurati), torri, porte cittadine, frazioni murarie di epoca romana e comunale, chiese medioevali, rinascimentali-barocche e numerose rocche medievali poco fuori l'antica città e facenti parte dell'antico sistema di difesa nel contado, ora in gran parte diroccate, ma con alcune ancora in buono stato di conservazione.

Dal suo boom industriale ottocentesco fu soprannominata "La Città d'Acciaio" e la "Manchester italiana".[3]

Oggi, nel XXI secolo, Terni è una città completamente rinnovata e a misura d'uomo con un importante centro storico, economico, sociale e naturalistico.[4] Alle vastissime zone industriali, infatti, si alternano paesaggi verdi (in primis la cascata delle Marmore), testimonianze di resti romani, medievali e di archeologia industriale.

È conosciuta in tutto il mondo come Città degli Innamorati in quanto il suo patrono, san Valentino, vi nacque e divenne vescovo; le spoglie del santo sono custodite presso l'omonima basilica.[5]

Secondo uno studio dell'ISTAT, Terni risulta essere la città più "verde" del Centro Italia e sesta in tutto lo Stivale.[6]
Fonte Wikipedia

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