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Frassino

Produzione e vendita di parquet industriale frassino a Terni

Ti offriamo la migliore produzione di parquet industriale frassino a Terni!

I parquet industriali (o parquet industriale) sono pavimenti in legno di piccolissime dimensioni (1 cm x 1 cm x 16cm è il più diffuso), che hanno una resa estetica molto diversa da ogni altro parquet; i singoli listelli, infatti, con sfumature di colore diverse le une dalle altre, creano nel complesso un pavimento ricco di sfaccettature e particolarità.
Il parquet industriale è costituito da lamelle di piccole dimensioni. Gli elementi vengono assemblparquet industriale in rovereati e compattati tra loro in “blocchetti” a forma di parallelepipedo, tenuti insieme da un supporto (rete o nastro adesivo).
Per quanto riguarda le prestazioni, il parquet industriale è robusto, resistente e durevole. Lo spessore degli elementi – anche 2 o più centimetri – e la loro compattazione, contribuiscono a garantire la resistenza agli urti ed al calpestio e, cosa più importante, consentono molteplici levigature nel tempo.



Fraxinus excelsior L.
Il Frassino può essere considerato un buon legno, ma non è classificabile tra i legno più pregiati.  L'albero di Frassino può raggiungere un metro di diametro, un'altezza di 30 metri e si adatta facilmente a qualsiasi tipologia di terreno, tuttavia i suoli prediletti sono quelli situati in prossimità dei corsi d'acqua, in generale su terreni umidi e ad altitudini non molto elevate. Il frassino cresce nelle regioni temperate settentrionali dell'Europa, del Nord America e del Giappone. Il Frassino, inoltre viene coltivato come pianta ornamentale. Il Frassino è un legno molto solido ed elastico, con una marcata venatura. Il legno è chiaro e con pori grandi. È particolarmente adatto al trattamento con mordenti. Il frassino appartiene ai legni più duri. È tenace ed elastico. La sua lavorazione richiede un medio dispendio energetico, tuttavia è necessario fare attenzione alle differenze di durezza tra il legno primaverile e tardivo, soprattutto nel caso di anelli di accrescimento ampi con porzione di legno tardivo estesa. Il legno vaporizzato si piega, taglia e sfoglia facilmente. L’essiccazione è veloce e non produce difetti, tuttavia nel caso di essiccazione artificiale, si può perdere la tonalità chiara a scapito di un colore grigio indesiderato. Alla luce il legno bianco del frassino ingiallisce. Al fine di evitare la formazione di aloni scuri, nel trattamento delle superfici dei legni con vasi grossi è consigliabile il riempimento degli stessi. Il legno di frassino è attaccabile dai funghi e da insetti dannosi; l’impregnabilità è media.



Terni (Interamna Nahars in latino) è un comune italiano di 111 455 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia in Umbria.

È il quarantunesimo comune italiano per popolazione e il settimo dell'Italia Centrale, nonché secondo della regione Umbria per popolazione e nono per superficie.

Sebbene alcuni ritrovamenti indichino una presenza umana stabile dal 3000 a.C., la città di Terni è fondata intorno al 1.200 a. C. dagli Umbri, ovvero da popolazioni Indoeuropee, Proto-Celtiche provenienti da oltre le Alpi precisamente dal medio bacino del fiume Danubio e centro-sud della Germania. La fusione di questi due gruppi etnici appartenenti alla "Cultura Campi di Urne" diede vita ai Celti che scivolarono anche in Italia proprio con gli Umbri. Le popolazioni Indoeuropee e Celtiche che si stanziarono a Terni si chiamavano "Naharki" (o più comunemente chiamati Naharti) che erano la tribù più numerosa e organizzata degli Umbri che popolava compattamente tutto il bacino del fiume Nera , il territorio dell' Umbria medio-appenninica più a nord e a sud arrivando fin dentro la Sabinia alle porte di Roma. La loro città "Interamna Nahars" fu una delle più importanti della Regio VI Umbria et Ager Gallicus, una delle regioni formate da Augusto per dividere l'Italia romana.[2]

Città ad elevato tasso di sviluppo industriale sin dal medioevo, quando era un ricco e combattivo libero Comune con i suoi 500 mulini ad acqua, dal XIX secolo crebbe ancor di più la sua industria, tanto da ricoprire un ruolo da protagonista nella seconda rivoluzione industriale, parallelamente alla nascita delle Acciaierie nel 1884 ed essendo già sede, dal 1875, della Fabbrica d'Armi più importante d'Italia, tuttora attiva, oltre che di impianti idroelettrici ed opifici specializzati nei settori tessile e chimico. Prima città industriale in Italia dopo quelle del famoso Triangolo, ha subìto pesantissimi bombardamenti nel corso della seconda guerra mondiale da parte degli Alleati che, però, non le hanno impedito di rimanere tuttora uno dei fulcri dell'economia regionale e nazionale e di avere ancora un gran patrimonio artistico antico (anche se poco valorizzato e assai sottovalutato) inerente i numerosi tratti di centro storico con palazzi nobiliari medievali e soprattutto rinascimentali (molti dei quali restaurati), torri, porte cittadine, frazioni murarie di epoca romana e comunale, chiese medioevali, rinascimentali-barocche e numerose rocche medievali poco fuori l'antica città e facenti parte dell'antico sistema di difesa nel contado, ora in gran parte diroccate, ma con alcune ancora in buono stato di conservazione.

Dal suo boom industriale ottocentesco fu soprannominata "La Città d'Acciaio" e la "Manchester italiana".[3]

Oggi, nel XXI secolo, Terni è una città completamente rinnovata e a misura d'uomo con un importante centro storico, economico, sociale e naturalistico.[4] Alle vastissime zone industriali, infatti, si alternano paesaggi verdi (in primis la cascata delle Marmore), testimonianze di resti romani, medievali e di archeologia industriale.

È conosciuta in tutto il mondo come Città degli Innamorati in quanto il suo patrono, san Valentino, vi nacque e divenne vescovo; le spoglie del santo sono custodite presso l'omonima basilica.[5]

Secondo uno studio dell'ISTAT, Terni risulta essere la città più "verde" del Centro Italia e sesta in tutto lo Stivale.[6]
Fonte Wikipedia

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