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Rovere Slavonia

Produzione e vendita di parquet da esterni rovere slavonia a Latina

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Il parquet per esterno
La natura offre all'uomo innumerevoli specie legnose, ognuna di esse con prestazioni differenti. La semplice conoscenza di queste prestazioni ha dato la possibilità nella storia di realizzare opere con materiali legnosi specifici che sono ancora oggi delle vere e proprie opere d'arte.
Uno splendido esempio dell'utilizzo del legno in ambienti "ostili" è indubbiamente rappresentato dalla laguna di Venezia, una delle città più belle del mondo, edificata su una fitta maglia di pali di legno; ma ve ne sono molti altri da citare, basti pensare all'utilizzo del legno nelle costruzioni navali e alle traverse dei binari di tutte le ferrovie del mondo o ancora alle cascine di montagna ancora oggi sempre e solo in legno.
Il legno quindi, grazie alle sue caratteristiche intrinseche di durabilità, durezza, flessibilità rinnovabilità e bellezza estetica, è il materiale ideale per essere utilizzato all'esterno e in ambienti che richiedono prestazioni tecniche specifiche.
Per questi motivi è sempre più crescente la richiesta di utilizzo del legno per pavimentazioni esterne come marciapiedi, porticati, pedane di gazebo, bordi piscina, camminamenti lungo i lidi delle più belle spiagge e delle darsene più significative, ponti di yacht, sentieri da giardino, ecc.
Elementi che compongono un parquet da esterno
Doghe
Contrariamente a quanto previsto per i parquet utilizzati all'interno, per il legno utilizzato come pavimentazione da esterno non ci sono normative specifiche che ne regolano gli standard dimensionali.
Questi pavimenti sono solitamente commercializzati in doghe (decking) di notevoli dimensioni (70, 90, 100, 120, 140 mm di larghezza per lunghezze di 800, 1200, 1600, 2000 mm) e hanno uno spessore non inferiore ai 18-20 mm, a seconda dell'uso, dei carichi e delle sollecitazioni che devono sopportare.
La faccia in vista può essere liscia o rigata con gli spigoli arrotondati, per rendere sicuro e piacevole il calpestio anche a piedi nudi. Inoltre, possono essere lavorati o a "doppia femmina", con i bordi scanalati per ospitare le clips di fissaggio ai morali di supporto, oppure essere privi di incastro se sono predisposti per una posa avvitata.

Morale
Il morale  è un elemento di legno, alluminio, resina, acciaio, su cui viene fissata (con vari sistemi) la doga in legno e/o derivati e che compone la parte superficiale del pavimento per esterno.
Il morale deve essere di un materiale con durezza (densità) superiore o pari a quella delle doghe in superficie, questo per conferire un maggior ancoraggio dei sistemi di fissagio di queste ultime al morale. Le sue dimensioni e le distanze a cui porre i morali l'uno dall'altro variano a seconda dello spessore delle doghe e dell'uso stesso del pacchetto finito (carraio, pedonale, ecc.).
Per la posa occorre attenersi alle disposizioni del fabbricante.​​
Clips
Viene chiama clip quell'elemento generlmente in acciaio inox o PVC, costituito da due alette. La clip viene avvitata sul morale, sulle cui alette verranno agganciati i listoni. In questo modo si ottiene una superficie senza viti di fissaggio a vista, lasciando la pavimentazione naturale e armoniosa. In questo caso la distanza tra un listone e l'altro è fissata dalla tipologia della clip.

Distanziatore/Funghetto
Il distanziatore/funghetto è un supporto di solito regolabile in altezza da utilizzare per recuperare dislivelli o pendenze al fine di ottenere una superficie calpestabile planare.
Essi vanno poggiati o incollati sul sottofondo e predisposti a distanza tale da garantire i carichi richiesti dal progetto.
Il mercato offre varie tipologie sia in acciaio che in alluminio o PVC, tuttavia spesso sono prodotti anche con pezzi di legno calibrati a spessore e fissati con adesivi da esterno al morale e alla base di appoggio.

Viti di ancoraggio
Le viti di ancoraggio ideali devono essere in acciaio inox da legno a testa piana. Lunghezze e diametri delle viti variano in dipendenza dello spessore delle tavole e del morale. La vita va inserita a fondo e deve essere prevista un'apposita svasatura, per consentire l'alloggiamento delle testa a filo. È indispensabile utilizzare due viti per ogni punto di appoggio sul morale. La distanza ideale per collocare la vite è circa 20 mm dal bordo esterno e circa 70 mm dalla testa.

Quercus petraea Mattuschka Liebl.
Il rovere è una quercia caducifoglie di prima grandezza, appartenente alla famiglia delle Fagacee
Il tronco è eretto, robusto e slanciato, ramificato solo nella parte superiore. I rami sono molto nodosi e formano una corona densa, globosa e regolare. I rami giovani non sono pelosi. La sua chioma si espande verso l'alto raggiungendo un'altezza di 30-40 metri in bosco. Diffuso soprattutto nell'Europa centro-occidentale, in particolare sulle pendici collinari e montane. In Italia è diffuso soprattutto nelle vallate alpine e prealpine.
Il legno di Rovere è caratterizzato da una buona durezza e resistenza alle intemperie, anche se, per effetto dei cambiamenti climatici e per l'alterazione del tasso di umidità dell'aria, esso può subire delle variazioni di dimensioni. Presenta un colore così stratificato, dall'alburno giallastro, al durame bruno e da raggi midollari (le specchiature) vere caratteristiche di questa specie; una fibratura diritta e irregolare, mentre la tessitura è piuttosto grossolana.
Il rovere presenta molteplici qualità, sia dal punto di vista meccanico che dal punto di vista estetico: può vantare un valore di resistenza a compressione eccellente, così come un ottimo valore di resistenza a flessione, e in generale sopporta senza eccessive difficoltà gli eventuali attacchi di muffe e funghi. Nemmeno l’invecchiamento deve essere temuto: il passare degli anni non è fonte di problemi e, anzi, può anche contribuire a migliorare l'aspetto estetico del legno.



Latina è un comune italiano di 126 161 abitanti[1], capoluogo dell'omonima provincia nel Lazio.

Fondata col nome di Littoria durante il ventennio fascista ed inaugurata il 18 dicembre 1932[3], è una delle più giovani città d'Italia: assunse la denominazione attuale il 7 giugno 1945 a seguito della pubblicazione del decreto luogotenenziale del 9 aprile 1945, n. 270[4], con cui il toponimo fascista veniva sostituito da uno che consentiva di mantenere la sigla esistente della provincia.

È la seconda città del Lazio per numero di abitanti[1], preceduta soltanto da Roma.

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