Stai cercando parquet da esterni olivo a Terni? Montagna Parquet è la soluzione giusta per te!

Modifica la tua ricerca
Puoi affinare i risultati della tua ricerca cliccando su più filtri tra quelli di seguito proposti.
Olivo

Produzione e vendita di parquet da esterni olivo a Terni

Ti offriamo la migliore produzione di parquet da esterni olivo a Terni!

Il parquet per esterno
La natura offre all'uomo innumerevoli specie legnose, ognuna di esse con prestazioni differenti. La semplice conoscenza di queste prestazioni ha dato la possibilità nella storia di realizzare opere con materiali legnosi specifici che sono ancora oggi delle vere e proprie opere d'arte.
Uno splendido esempio dell'utilizzo del legno in ambienti "ostili" è indubbiamente rappresentato dalla laguna di Venezia, una delle città più belle del mondo, edificata su una fitta maglia di pali di legno; ma ve ne sono molti altri da citare, basti pensare all'utilizzo del legno nelle costruzioni navali e alle traverse dei binari di tutte le ferrovie del mondo o ancora alle cascine di montagna ancora oggi sempre e solo in legno.
Il legno quindi, grazie alle sue caratteristiche intrinseche di durabilità, durezza, flessibilità rinnovabilità e bellezza estetica, è il materiale ideale per essere utilizzato all'esterno e in ambienti che richiedono prestazioni tecniche specifiche.
Per questi motivi è sempre più crescente la richiesta di utilizzo del legno per pavimentazioni esterne come marciapiedi, porticati, pedane di gazebo, bordi piscina, camminamenti lungo i lidi delle più belle spiagge e delle darsene più significative, ponti di yacht, sentieri da giardino, ecc.
Elementi che compongono un parquet da esterno
Doghe
Contrariamente a quanto previsto per i parquet utilizzati all'interno, per il legno utilizzato come pavimentazione da esterno non ci sono normative specifiche che ne regolano gli standard dimensionali.
Questi pavimenti sono solitamente commercializzati in doghe (decking) di notevoli dimensioni (70, 90, 100, 120, 140 mm di larghezza per lunghezze di 800, 1200, 1600, 2000 mm) e hanno uno spessore non inferiore ai 18-20 mm, a seconda dell'uso, dei carichi e delle sollecitazioni che devono sopportare.
La faccia in vista può essere liscia o rigata con gli spigoli arrotondati, per rendere sicuro e piacevole il calpestio anche a piedi nudi. Inoltre, possono essere lavorati o a "doppia femmina", con i bordi scanalati per ospitare le clips di fissaggio ai morali di supporto, oppure essere privi di incastro se sono predisposti per una posa avvitata.

Morale
Il morale  è un elemento di legno, alluminio, resina, acciaio, su cui viene fissata (con vari sistemi) la doga in legno e/o derivati e che compone la parte superficiale del pavimento per esterno.
Il morale deve essere di un materiale con durezza (densità) superiore o pari a quella delle doghe in superficie, questo per conferire un maggior ancoraggio dei sistemi di fissagio di queste ultime al morale. Le sue dimensioni e le distanze a cui porre i morali l'uno dall'altro variano a seconda dello spessore delle doghe e dell'uso stesso del pacchetto finito (carraio, pedonale, ecc.).
Per la posa occorre attenersi alle disposizioni del fabbricante.​​
Clips
Viene chiama clip quell'elemento generlmente in acciaio inox o PVC, costituito da due alette. La clip viene avvitata sul morale, sulle cui alette verranno agganciati i listoni. In questo modo si ottiene una superficie senza viti di fissaggio a vista, lasciando la pavimentazione naturale e armoniosa. In questo caso la distanza tra un listone e l'altro è fissata dalla tipologia della clip.

Distanziatore/Funghetto
Il distanziatore/funghetto è un supporto di solito regolabile in altezza da utilizzare per recuperare dislivelli o pendenze al fine di ottenere una superficie calpestabile planare.
Essi vanno poggiati o incollati sul sottofondo e predisposti a distanza tale da garantire i carichi richiesti dal progetto.
Il mercato offre varie tipologie sia in acciaio che in alluminio o PVC, tuttavia spesso sono prodotti anche con pezzi di legno calibrati a spessore e fissati con adesivi da esterno al morale e alla base di appoggio.

Viti di ancoraggio
Le viti di ancoraggio ideali devono essere in acciaio inox da legno a testa piana. Lunghezze e diametri delle viti variano in dipendenza dello spessore delle tavole e del morale. La vita va inserita a fondo e deve essere prevista un'apposita svasatura, per consentire l'alloggiamento delle testa a filo. È indispensabile utilizzare due viti per ogni punto di appoggio sul morale. La distanza ideale per collocare la vite è circa 20 mm dal bordo esterno e circa 70 mm dalla testa.

Olea europaea L.
Un'essenza ricercata dagli intenditori più facoltosi,  per creare pavimenti unici e inimitabili grazie ai cromatismi irripetibili e alle venature che donano calore e colore.
Un pavimento in olivo ha un aspetto estetico ben identificabile perché caratterizzato da una venatura irregolare e multicolore che lo contraddistingue decisamente dalle altre essenze utilizzate:Il colore è giallo bruno con striature di varia intensità fino ad arrivare al nerastro: l'alburno è giallognolo o bruno chiaro mentre il durame è bruno cupo. Caratteristiche ineguagliabili e inconfondibili sono la tessitura finissima e la fibratura disomogenea che creano una struttura compatta, consistente e veramente inimitabile.
Il pavimento in olivo ha una scarsa conducibilità termica e inoltre attutisce bene i rumori dovuti al calpestio grazie a un ottimo isolamento acustico. È un legno particolarmente duro e soggetto a una scarsa variazione del colore nel tempo. Presenta inoltre un’ottima impermeabilità.



Terni (Interamna Nahars in latino) è un comune italiano di 111 455 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia in Umbria.

È il quarantunesimo comune italiano per popolazione e il settimo dell'Italia Centrale, nonché secondo della regione Umbria per popolazione e nono per superficie.

Sebbene alcuni ritrovamenti indichino una presenza umana stabile dal 3000 a.C., la città di Terni è fondata intorno al 1.200 a. C. dagli Umbri, ovvero da popolazioni Indoeuropee, Proto-Celtiche provenienti da oltre le Alpi precisamente dal medio bacino del fiume Danubio e centro-sud della Germania. La fusione di questi due gruppi etnici appartenenti alla "Cultura Campi di Urne" diede vita ai Celti che scivolarono anche in Italia proprio con gli Umbri. Le popolazioni Indoeuropee e Celtiche che si stanziarono a Terni si chiamavano "Naharki" (o più comunemente chiamati Naharti) che erano la tribù più numerosa e organizzata degli Umbri che popolava compattamente tutto il bacino del fiume Nera , il territorio dell' Umbria medio-appenninica più a nord e a sud arrivando fin dentro la Sabinia alle porte di Roma. La loro città "Interamna Nahars" fu una delle più importanti della Regio VI Umbria et Ager Gallicus, una delle regioni formate da Augusto per dividere l'Italia romana.[2]

Città ad elevato tasso di sviluppo industriale sin dal medioevo, quando era un ricco e combattivo libero Comune con i suoi 500 mulini ad acqua, dal XIX secolo crebbe ancor di più la sua industria, tanto da ricoprire un ruolo da protagonista nella seconda rivoluzione industriale, parallelamente alla nascita delle Acciaierie nel 1884 ed essendo già sede, dal 1875, della Fabbrica d'Armi più importante d'Italia, tuttora attiva, oltre che di impianti idroelettrici ed opifici specializzati nei settori tessile e chimico. Prima città industriale in Italia dopo quelle del famoso Triangolo, ha subìto pesantissimi bombardamenti nel corso della seconda guerra mondiale da parte degli Alleati che, però, non le hanno impedito di rimanere tuttora uno dei fulcri dell'economia regionale e nazionale e di avere ancora un gran patrimonio artistico antico (anche se poco valorizzato e assai sottovalutato) inerente i numerosi tratti di centro storico con palazzi nobiliari medievali e soprattutto rinascimentali (molti dei quali restaurati), torri, porte cittadine, frazioni murarie di epoca romana e comunale, chiese medioevali, rinascimentali-barocche e numerose rocche medievali poco fuori l'antica città e facenti parte dell'antico sistema di difesa nel contado, ora in gran parte diroccate, ma con alcune ancora in buono stato di conservazione.

Dal suo boom industriale ottocentesco fu soprannominata "La Città d'Acciaio" e la "Manchester italiana".[3]

Oggi, nel XXI secolo, Terni è una città completamente rinnovata e a misura d'uomo con un importante centro storico, economico, sociale e naturalistico.[4] Alle vastissime zone industriali, infatti, si alternano paesaggi verdi (in primis la cascata delle Marmore), testimonianze di resti romani, medievali e di archeologia industriale.

È conosciuta in tutto il mondo come Città degli Innamorati in quanto il suo patrono, san Valentino, vi nacque e divenne vescovo; le spoglie del santo sono custodite presso l'omonima basilica.[5]

Secondo uno studio dell'ISTAT, Terni risulta essere la città più "verde" del Centro Italia e sesta in tutto lo Stivale.[6]
Fonte Wikipedia

Chiudi