Tutto quello che devi sapere
sul decking da esterno.

Il parquet per esterno

La natura offre all'uomo innumerevoli specie legnose, ognuna di esse con prestazioni differenti. La semplice conoscenza di queste prestazioni ha dato la possibilità nella storia di realizzare opere con materiali legnosi specifici che sono ancora oggi delle vere e proprie opere d'arte.
Uno splendido esempio dell'utilizzo del legno in ambienti "ostili" è indubbiamente rappresentato dalla laguna di Venezia, una delle città più belle del mondo, edificata su una fitta maglia di pali di legno; ma ve ne sono molti altri da citare, basti pensare all'utilizzo del legno nelle costruzioni navali e alle traverse dei binari di tutte le ferrovie del mondo o ancora alle cascine di montagna ancora oggi sempre e solo in legno.
Il legno quindi, grazie alle sue caratteristiche intrinseche di durabilità, durezza, flessibilità rinnovabilità e bellezza estetica, è il materiale ideale per essere utilizzato all'esterno e in ambienti che richiedono prestazioni tecniche specifiche.
Per questi motivi è sempre più crescente la richiesta di utilizzo del legno per pavimentazioni esterne come marciapiedi, porticati, pedane di gazebo, bordi piscina, camminamenti lungo i lidi delle più belle spiagge e delle darsene più significative, ponti di yacht, sentieri da giardino, ecc.

Caratteristiche tecniche e tipologie

Legni non trattati
Esistono in natura alcune specie legnose che pur non essendo trattate per esterno, conservano le loro prestazioni per periodi molto lunghi.
Questi legni sono accomunati da una elevata durabilità che consente loro, pur senza trattamenti, di resistere alla degradazione indotta da sollecitazioni ambientali e biologiche; quindi non temono l'acqua e non necessitano di trattamenti particolari per la loro conservazione.
Teak, Ipè, Iroko e altre specie legnose, soprattutto sud-americane, sono solo alcuni dei legni per pavimentazioni esterne che più frequentemente vengono offerti dal mercato. La loro durata naturale è stimata solitamente in circa 20 anni.
Caratteristiche tecniche e tipologie

Legni trattati
La scarsa reperibilità di legni duri per esterno e il loro elevato costo hanno indotto i produttori a trovare sistemi alternativi, utilizzando specie legnose più "commerciali" che, opportunamente trattate, dessero simili garanzie di durabilità, facilità di riperimento della materia prima e costi contenuti. Per sopperire alle carenze naturali di queste particolari specie legnose e per renderle idonee all'utilizzo esterno è stato studiato uno speciale trattamento, sottovuoto ad alta pressione, che li protegge da muffe e insetti: "l'impregnazione in autoclave".

Questo tipo di trattamento migliora le caratteristiche dei legni resinosi più economici e facilmente reperibili nei mercati Europei.

L'impregnazione a pressione, detta anche "sottovuoto", avviene all'interno di grandi autoclavi, gestite con procedure computerizzate, in cui i tronchi vengono impregnati ad alta pressione con "sali minerali preservanti" diluiti in acqua. Questo procedimento permette ai sali preservanti di entrare in profondità nel legno garantendo una maggiore resistenza contro attacchi fungini, muffe e agenti atmosferici.
La concentrazione di questi "sali" possono essere differenti in funzione della classe di impregnazione che si vuole ottenere.
Dopo il processo di impregnazione in autoclave, il legno assume un irregolare colorito verdognolo dovuto alla presenza di rame nell'insieme dei sali utilizzati. Questi prodotti spesso vengono trattati in superficie con vernici, mordenti o coloranti per migliorarne l'aspetto estetico.

È importante sapere che dopo il processo di impregnazione il legno è atossico, tuttavia gli scarti di lavorazione non possono essere bruciati per via della combustione che, se inalati, possono nuocere alla salute.
Sia che venga utilizzato legno trattato oppure non trattato, occorre tenere presente che il legno destinato agli ambienti interni non può essere impiegato all'esterno.

Derivati dal legno
Negli ultimi anni si sta diffondendo anche l'utilizzo di altri tipi di pavimentazione per esterno realizzati in una speciale combinazione di legno (circa 70%) e materiali plastici. Questi materiali risultano essere particolarmente resistenti agli agenti atmosferici, indeformabili e a bassa manutenzione. Vista la recente comparsa di questi tipi di rivestimenti non si hanno riferimenti oggettivi sulla loro reale durabilità.
Formati
Il formato prevalente in uso è a doghe singole di svariate dimensioni (decking), sono sempre più diffuse sul mercato anche soluzioni a quadrotte/pannelli in legno, anch'esse di dimensioni variabili, fissate su apposita griglia di resina, metallo o premontate su morali.
Si tratta di pannelli modulari amovibili assemblati su supporti in materiali diversi (legno, pvc, metallo), spesso con connettori laterali ad incastro.
Tali caratteristiche rendono rapide e semplici le operazioni di posa e rimozione, conferiscono al pavimento una buona capacità drenante, permettendo l'istallazione su qualsiasi tipo di superficie.

Elementi che compongono un parquet da esterno

Doghe
Contrariamente a quanto previsto per i parquet utilizzati all'interno, per il legno utilizzato come pavimentazione da esterno non ci sono normative specifiche che ne regolano gli standard dimensionali.
Questi pavimenti sono solitamente commercializzati in doghe (decking) di notevoli dimensioni (70, 90, 100, 120, 140 mm di larghezza per lunghezze di 800, 1200, 1600, 2000 mm) e hanno uno spessore non inferiore ai 18-20 mm, a seconda dell'uso, dei carichi e delle sollecitazioni che devono sopportare.
La faccia in vista può essere liscia o rigata con gli spigoli arrotondati, per rendere sicuro e piacevole il calpestio anche a piedi nudi. Inoltre, possono essere lavorati o a "doppia femmina", con i bordi scanalati per ospitare le clips di fissaggio ai morali di supporto, oppure essere privi di incastro se sono predisposti per una posa avvitata.

Morale
Il morale  è un elemento di legno, alluminio, resina, acciaio, su cui viene fissata (con vari sistemi) la doga in legno e/o derivati e che compone la parte superficiale del pavimento per esterno.
Il morale deve essere di un materiale con durezza (densità) superiore o pari a quella delle doghe in superficie, questo per conferire un maggior ancoraggio dei sistemi di fissagio di queste ultime al morale. Le sue dimensioni e le distanze a cui porre i morali l'uno dall'altro variano a seconda dello spessore delle doghe e dell'uso stesso del pacchetto finito (carraio, pedonale, ecc.).
Per la posa occorre attenersi alle disposizioni del fabbricante.​​
Clips
Viene chiama clip quell'elemento generlmente in acciaio inox o PVC, costituito da due alette. La clip viene avvitata sul morale, sulle cui alette verranno agganciati i listoni. In questo modo si ottiene una superficie senza viti di fissaggio a vista, lasciando la pavimentazione naturale e armoniosa. In questo caso la distanza tra un listone e l'altro è fissata dalla tipologia della clip.

Distanziatore/Funghetto
Il distanziatore/funghetto è un supporto di solito regolabile in altezza da utilizzare per recuperare dislivelli o pendenze al fine di ottenere una superficie calpestabile planare.
Essi vanno poggiati o incollati sul sottofondo e predisposti a distanza tale da garantire i carichi richiesti dal progetto.
Il mercato offre varie tipologie sia in acciaio che in alluminio o PVC, tuttavia spesso sono prodotti anche con pezzi di legno calibrati a spessore e fissati con adesivi da esterno al morale e alla base di appoggio.

Viti di ancoraggio
Le viti di ancoraggio ideali devono essere in acciaio inox da legno a testa piana. Lunghezze e diametri delle viti variano in dipendenza dello spessore delle tavole e del morale. La vita va inserita a fondo e deve essere prevista un'apposita svasatura, per consentire l'alloggiamento delle testa a filo. È indispensabile utilizzare due viti per ogni punto di appoggio sul morale. La distanza ideale per collocare la vite è circa 20 mm dal bordo esterno e circa 70 mm dalla testa.

Sistemi di posa

Tra i vari sistemi di posa utilizzati per esterno, i più comuni sono:
  • Sistema ad appoggio con piastrelle o pannelli premontati
  • Sistema con viti a vista fissate su morali
  • Sistema con clips a scomparsa fissate su morale
  • Sistema con viti o clips fissate su morale ancorato su distanziatori/funghetti regolabili in altezza

Quest'ultimo sistema consente un maggior drenaggio delle acque pluviali e una maggiore aerazione del parchetto oltre ad una estetica molto apprezzabile che nasconde le normali pendenze delle pavimentazioni esterne.

Fasi preliminari alla posa in opera
Per la corretta posa in opera di un pavimento in legno per esterno, occorre fare particolare attenzione agli aspetti sotto elencati.

Drenaggio e/o pendenza del sottofondo
Il sottofondo su cui deve essere fissato/adattato il parquet per esterno deve essere progettato e realizzato in modo da garantire un rapido deflusso e/o drenaggio delle acque meteoriche.

Preparazione del legno prima della posa in opera
Prima di procedere alla posa in opera è possibile lavare i listoni con acqua, al fine di evitare la fuoriscita di tannini e/o estrattivi che potrebbero macchiare le doghe e/o altre pavimentazioni adiacenti.
Tale procedura non è necessaria nel caso si volesse trattare il legno con idonei impregnanti e/o coloranti per esterno. In questo ultimo caso è consigliabile trattare le doghe su tutti i lati comprendendo anche le teste e/o eventuali fresature.

Stoccaggio
Come si può ben immaginare, il legno utilizzato per l'esterno è costantemente sottoposto a forti escursioni termiche ed igrometriche che alterano la stabilità dimensionale; tuttavia anch'esso è stagionato ad un suo grado fisso di umidità stabilito dal produttore (di solito molto superiore a quella del legno utilizzato per interni).
Questa procedura consente alle doghe di mantenere una buona stabilità dimensionale almeno fino al momento della posa. Per questo motivo, si consiglia di stoccare i listoni in un luogo coperto e ben ventilato, evitando di sottoporlo a forti escursioni termiche che potrebbero alterare le dimensioni dei listoni rendendo difficile o impossibile una regolare posa in opera.
Sistemi di posa

Sistema ad appoggio con piastrelle o pannelli premontati
Questa modalità di posa in opera consiste nel semplice accostamento di "piastrelle o pannelli in legno" preassemblati su un sottofondo esistente che può essere di vario genere.

Sistema con viti a vista fissate su morali
Questo tipo di posa in opera richiede attrezzature professionali e personale specializzato.
Il materiale che costituisce i morali che creano l'ordinatura di sostegno del piano di calpestio, deve avere caratteristiche di densità e durabilità uguali o superiori a quelle del legno che costituisce lo stesso piano.
A tal proposito si sconsiglia l'utilizzo di specie legnose come abere e/o pino, non tanto per la scarsa durabilità, quanto per la ridotta densità, che non permette un perfetto ancoraggio delle viti di fissaggio. I morali potranno essere adagiati o fissati sul supporto con mezzi meccanici o chimici adeguati.
​È fondamentale posizionare i morali parallelamente alle linee di massima pendenza del piano di appoggio, al fine di non ostacolare il normale deflusso dell'acqua piovana.
L'interasse tra i morali è determinato dal progettista in funzione dello spessore dei listoni di calpestio e del carico a cui l'intero pacchetto sarà sottoposto. I listoni devono essere fissati con 2 viti idonee, in corrispondenza di ogni punto di contatto con i morali.
È importante ricordare che trattandosi di specie legnose con alta densità, è sempre consigliato preforare l'alloggio delle viti mantenendo le giuste distanze dalle teste e dai bordi dei listoni.
I listoni/doghe che costituiscono il piano calpestabile, devono essere muniti di incastro sulle teste e comunque è preferibile che il giunto di testa cada sul morale in modo da poter essere fissato.
Particolare attenzione va prestata al giunto di dilatazione che, a seconda delle caratteristiche dimensionali delle doga e della specie legnosa utilizzata, deve mantenersi tra i 3-8 mm.



 

Sistema con clips a scomparsa fissate su morale
Le doghe utilizzate per questo genere di fissaggio devono avere delle apposite scanalature (alloggiamenti) atte a ricevere le clips.
Pur rendendo le operazioni di posa in opera più rapide, questo sistema di fissaggio non è da consigliare quando si usano listoni di grande formato e/o specie legnose più "nervose" in quanto le clips, lasciando libero movimento alle doghe, faciliterebbero falcature e svergolamenti antiestetici. Occorre in questo caso utilizzare specie legnose meno "nervose" e/o doghe con larghezza ridotte. I listoni/doghe che costituiscono il piano calpestabile, devono essere muniti di incastro sulle teste e comunque è preferibile che il giunto di testa cada sul morale in modo da poter essere fissato. Le doghe di chiusura perimetrale possono essere vincolate al morale anche con viti a scomparsa.

Sistema con viti o clips fissate su morale ancorato su distanziatori/funghetti regolabili in altezza
Questo sistema di posa è indubbiamente il più complesso, ma è l'unico che consente di migliorare sia il livello estetico, in quanto maschera le "pendenze" indispensabili per il deflusso delle acque, che l'aspetto termico, in quanto crea una camera di ventilazione che funge da isolante. I distanziatori (ne esistono di vario tipo) vengono adagiati o fissati con adesivi specifici direttamente sul piano di posa, mentre i morali vengono fissati al funghetto con sistemi anche diversi a seconda del distanziatore scelto.
In generale, questo sistema consente di posare con i due tipi di fissaggio (viti a vista o clips a scomparsa), tuttavia per dare maggiore rigidezza ed evitare (nelle stagioni più secche) fastidiosi scricchiolii ed eccessive fessurazioni delle doghe, si consiglia vivamente di utilizzare il tipo di fissaggio con viti a vista.

Manutenzione ed eventuali trattamenti
Se il pavimento di legno non ha subito alcun trattamento prima del montaggio, è necessario carteggiarlo superficialmente per eliminare eventuali scheggiature di lavorazione (specie quando lo si posa con sistema a viti a vista) e successivamente bagnarlo abbondantemente.
Si ricorda che il legno lasciato grezzo, senza alcun trattamento, durante le prime piogge tende a rilasciare tannini o estrattivi che spesso macchiano le stesse doghe e tutto il percorso di defllusso delle acque.
Qualora si intenda invece trattare le superficie con prodotti specifici, si consiglia di fare un primo trattamento di impregnazione prima della posa in opera accertandosi di impregnare completamente tutti gli elementi in legno del pacchetto e, a lavoro ultimato, dopo aver lavato con acqua abbondante, procedere alla stesura dell'olio per esterno sulla superficie calpestabile, che lascia al legno la sua naturale colorazione e riduce l'effetto ossidante e il deterioramento provocato dai raggi UVA. Il trattamento di impregnazione ad olio ha anche l'importante compito di ridurre la "veloce traspirazione" del legno non trattato che, nelle specie legnose con durezza elevata, provocherebbe le "sfibrature/lesioni" nei periodi eccessivamente caldi e secchi.
Normative tecniche di riferimento
Al momento non disponibili normative tecniche armonizzate a livello europeo che regolino la fornitura del pavimento in legno per esterno. Nel caso di legni impregnati si può fare riferimento ad esempio alla norma DIN 68800. Per quanto concerne gli scarti di lavorazione, occorre riferirsi alla normativa in vigore (Codice smaltimento rifiurti CER 03 01 04).
Anche per i legni utilizzati all'esterno valgono le regole relative all'informazione del consumatore (Codice del Consumo) che prevedono il rilascio da parte del fabbricante della scheda prodotto.
 
Fonte: Il parquet, dal progetto alla posa in opera.